Un viaggio sonoro
Dopo cinque anni intensi come solista della Sofia Philharmonic Orchestra e membro della Sofia National Opera, e dopo essermi esibito su palcoscenici in Italia, Cina, Kuwait, Svizzera, Vienna, Berlino e in altri luoghi, ho sentito la necessità di aprire uno spazio artistico più personale: un luogo in cui l’esperienza orchestrale, la memoria del paesaggio e la ricerca di una sonorità propria potessero incontrarsi.
L’origine di questo progetto non nasce da una rottura, ma da una continuità. Sono cresciuto vicino alle montagne, e quel rapporto con l’aria, la distanza, l’eco e gli spazi aperti ha sempre fatto parte del mio modo di ascoltare. Anche durante gli anni della mia formazione e della mia carriera professionale all’estero, questa connessione è rimasta presente, come una risonanza di fondo.
Il mio primo incontro con l’alphorn risale al 2004, durante l’International Horn Symposium di Valencia. Quel suono è rimasto impresso nella mia memoria: ampio, diretto, essenziale. Con il passare degli anni, e dopo un’intensa carriera in ambito orchestrale e scenico, quella prima impressione ha assunto una nuova dimensione, fino a diventare il centro di una ricerca artistica personale.
Questo progetto nasce proprio da lì: dalla necessità di trasformare una memoria sonora in un’esperienza viva. Una proposta che unisce il mio percorso come interprete, il mio legame con il paesaggio e il desiderio di portare sul palcoscenico una sonorità capace di connettere l’intimo con l’immenso.
Radici di una visione. Dalle cime alla scena contemporanea
Questo progetto propone un incontro tra due spazi apparentemente lontani: il respiro della montagna e l’ascolto concentrato della sala da concerto.
L’alphorn appare qui come una voce scenica di enorme forza poetica: una sonorità nuda, profonda e fisica, capace di trasformare lo spazio e di creare una relazione immediata con il pubblico. La sua presenza non cerca di riprodurre una cartolina folcloristica, ma di aprire un territorio artistico in cui tradizione, paesaggio e contemporaneità possano dialogare da uno sguardo attuale.
Sebbene la sua presenza sui palcoscenici spagnoli sia stata finora eccezionale, questo progetto cerca di dare all’alphorn un luogo proprio nell’ambito concertistico, mostrando la sua capacità di commuovere, sorprendere e abitare spazi diversi: auditorium, chiese, teatri, ambienti naturali o proposte sceniche contemporanee.
Ti invito ad accompagnarmi e a scoprire come suona il silenzio delle montagne nel cuore della città.