Un viaggio sonoro
Dopo cinque anni intensi come primo corno della Sofia Philharmonic Orchestra e membro della Sofia National Opera, con esibizioni in Italia e su palcoscenici in Cina, Kuwait, Svizzera, Vienna, Berlino e altri luoghi, è arrivato il momento di aprire un nuovo capitolo.
Durante uno dei miei programmi a Sofia ho avuto l’opportunità di suonare accanto a un solista di alphorn. Quell’incontro ha risvegliato in me il desiderio di esplorare a fondo uno strumento che, fin dal primo momento, ho sentito vicino per la sua sonorità, la sua forza espressiva e il suo legame con il paesaggio, la memoria e la risonanza naturale.
Da gennaio 2025 ho dedicato una parte centrale del mio lavoro artistico allo sviluppo di questo progetto: studiarne il repertorio, conoscerne le possibilità espressive e approfondirne la storia, la tecnica e la capacità di dialogare con la scena contemporanea. Quello che era iniziato come una fascinazione si è trasformato in un percorso artistico personale.
Radici di una visione
Essendo cresciuto vicino alle montagne, il suono degli spazi aperti fa parte da anni del mio immaginario. Durante la mia formazione e il mio percorso professionale all’estero, questo legame non è mai venuto meno. Nell’eco, nella distanza e nella risonanza del suono continuavo a ritrovare una via per tornare a qualcosa di essenziale.
Il mio interesse per l’alphorn risale al 2004, quando lo scoprii per la prima volta all’International Horn Symposium di Valencia. Anni dopo, dopo un ampio percorso professionale in orchestra, quel ricordo è tornato con una forza nuova e mi ha portato a costruire questo progetto da una prospettiva più matura, consapevole e personale.
Dalle cime alla scena contemporanea
Questo progetto nasce da un equilibrio necessario: il silenzio e il respiro delle montagne incontrano l’ascolto concentrato della sala da concerto. Per me, l’alphorn non è né una curiosità folkloristica né un oggetto da museo, ma una voce viva e potente che mette in relazione l’ancestrale con la creazione contemporanea.
Sebbene l’alphorn sia apparso solo in rare occasioni sui palcoscenici spagnoli, il mio obiettivo è dargli una presenza stabile e significativa nel mondo del concerto, condividendone la risonanza in contesti contemporanei e rivelandone il potenziale come strumento artistico capace di emozionare il pubblico in qualsiasi spazio.
Con questo progetto cerco di aprire un percorso artistico personale: creare ponti tra tradizione e contemporaneità, tra paesaggio e scena, tra memoria sonora ed esperienza musicale presente.
Ispirato dalle mie esperienze in Svizzera, da quell’incontro con il solista di alphorn a Sofia e dalla maturità artistica acquisita attraverso anni di esperienza, questo è il viaggio più intimo e impegnativo che abbia mai intrapreso.
Ti invito ad accompagnarmi e a scoprire come suona il silenzio delle montagne nel cuore della città.